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lunedì 19 gennaio 2026

AGENDA SOCIALE 2025/2030

Appello alla Politica per la sostenibilità del sistema socio sanitario in Veneto. 

lunedì 19 gennaio 2026

Capitalismo Sociale 5.0

Capitalismo sociale 5.0 : al via in Veneto il progetto che unisce credito cooperativo e impresa mutualistica.

FAQ

Qui è come chiedere all’oste se ha del buon vino.

Ma atteniamoci ai fatti (= ai numeri).

In Italia le cooperative erogano servizi di welfare a 7 milioni di persone; rappresentano il 25% della produzione agroalimentare (con il 70% del latte, il 60% del vino, il 40% dell’ortofrutta); oltre il 30% del consumo e della distribuzione al dettaglio. Nel credito rappresentano il più grande gruppo bancario a capitale interamente italiano e hanno il 14,8% degli sportelli bancari. Le cooperative italiane sono una realtà capace di grande inclusione socioeconomica: sono donne il 60% delle persone occupate.

Negli Usa poco meno di 900 cooperative garantiscono l’energia elettrica a oltre 40 milioni di persone.

In Germania il 65% della popolazione è socio di una cooperativa da cui riceve servizi finanziari, beni di consumo e l'energia.

In Brasile viene dalle cooperative il 50% della produzione agroalimentare, e un brasiliano su tre ha un piano personalizzato di assistenza sanitario garantito da una cooperativa.

In Svezia un abitante su due è socio di una cooperativa, le 100 più grandi hanno un fatturato annuo di oltre 40 miliardi di dollari con oltre 70 000 dipendenti.

Il Polesine i settori caratterizzanti della nostra economia sono organizzati soprattutto in cooperativa: nel primario con le attività di pesca ed acquacoltura nel Delta o nel settore cerealicolo; la “cooperazione” è anche la forma di elezione quasi esclusiva per fare impresa nel settore del welfare.

Le cooperative rappresentano una risposta alle sfide dei prossimi decenni: nell’agroalimentare, nel welfare, nel credito, nel lavoro, nei servizi alla persona e al territorio. Nel mondo rappresentano il 12% della forza lavoro del G20. Il 30% delle produzioni agroalimentari.

Risposta alla domanda: sì, possiamo affermare che è adeguata.

Dipende da cosa ti interessa. Ma in estrema sintesi potremmo riassumere così:

1. Informati ancora su di noi (per esempio usando questo sito, ecc.): sulla nostra reputazione, professionalità, su come lavoriamo.

2. Se ti interessiamo, contattataci: completando l’apposito modulo oppure telefonandoci, con una mail o via social (ci stiamo attrezzando anche per interpretare i segnali di fumo).

3. Quindi ci fissiamo un appuntamento in cui ti ascoltiamo e cerchiamo di capire il tuo bisogno.

4. In base a quanto emerge da te, ti proponiamo una possibile soluzione.

Per aderire a Confcooperative ti verrà chiesto di versare una quota annua di adesione con la quale si perfeziona il patto associativo che è libero (ossia in ogni momento potrai recedere senza vincoli).

Il contributo associativo è proporzionato alla grandezza della cooperativa, ossia è parametrato in base al valore della produzione che la cooperativa ha avuto nel bilancio di esercizio concluso.

Ti verrà chiesto di versare a Confcooperative il “contributo di revisione” per l’attività di vigilanza: ma questo importo è determinato da una legge dello Stato ed è lo stesso sia che si aderisca (e quindi si versi) a noi, sia che si versi direttamente al Ministero.

Infine i servizi tecnici di cui avrai bisogno saranno regolati da un apposito contratto di servizio in base a costi chiari e pensati costantemente per ottimizzare al massimo qualità e prezzo contenuto.

Possiamo senz’altro dettagliarti il tutto se ci contatti qui.

La Costituzione riconosce la funzione pubblica delle cooperative e in forza di questo ne prevede agevolazioni e controlli.

Le agevolazioni fiscali ci sono per le cooperative a mutualità prevalente e variano anche a seconda del settore in cui si opera.

Le cooperative hanno la possibilità di detassazione sugli utili e possono ristornare ai soci una parte di questi utili di bilancio a condizioni agevolate.

Rispetto alla normativa giuslavoristica, si applicano le leggi generali sul mercato del lavoro ma le cooperative hanno specificità di trattamento quando il lavoratore è anche socio, in forza di un’apposita legge che disciplina questi aspetti (L. 142/2001).

Se vuoi approfondire questi temi possiamo parlarne assieme fissandoci un appuntamento.

Vi è una consapevolezza ormai comune di quanto sia importante (anzi necessario) “fare rete”.

Confcooperative offre molte opportunità di creare relazioni e quindi di essere in contatto con altre imprese del tuo settore e di altri settori cooperativi.

Confcooperative da informazioni, propone servizi e svolge attività di rappresentanza (vedi le apposite sezioni del sito): sta ad ogni impresa utilizzare al meglio, in base alle proprie esigenze e ad una certa dose di “lungimiranza”, tutte le possibilità che sono offerte.

Confcooperative propone strumenti, progetti e occasioni di sviluppo: senz’altro l’utilità non può essere vista nel trovare qui (passivamente) nuovi mercati, appalti o servizi ma senz’altro può essere il contesto giusto per sostenere la tua impresa anche nello sviluppo delle tue attività d’impresa.  

Aderendo a Confcooperative l’attività di vigilanza la svolgiamo noi, con nostri revisori; e quindi non avrai le ispezioni da parte del Ministero che vengono svolte dai locali enti di controllo (ad es. l’Ispettorato Territoriale del Lavoro).

Parliamone approfonditamente, se ti va, fissandoci un appuntamento.

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