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mercoledì 20 maggio 2026

PUNTI DI CONTATTO LOCALI

Ricordiamo a tutti che sono operativi i Punti di Contatto Locale presso gli Sportelli di Chioggia e Porto Tolle , nell’ambito del...

FAQ

Perché le cooperative sono (spesso) al centro di scandali.

Sono le cosiddette “false cooperative”: impostori che utilizzano le agevolazioni e le flessibilità che hanno le società cooperative per fare affari illegali. Piaga che la nostra associazione contesta fortemente e che siamo impegnati costantemente a combattere per salvaguardare il buon nome della cooperazione.

Poi perché i media quando ci sono questi scandali non esitano a precisare nei titoli che trattasi di “cooperativa”, non dando altrettanta evidenza alle altre tipologie di impresa quando gli scandali (e non avviene raramente) travolgono spa, srl o altre società.

Quindi spesso si finisce per generalizzare (“moda” che non risparmia altre categorie: dalla classe politica, alla magistratura, ai dipendenti pubblici e così via) e questo porta a creare un danno reputazionale all’intero comparto.

Il fatto è che dalle società cooperative, forse, ci si aspetta sempre il massimo: si parla infatti di “movimento cooperativo” (e non si usa questa espressione per altre forme d’impresa) andando a riconoscere un valore superiore di queste società che svolgono una funzione pubblica e hanno la capacità di stare sul mercato contribuendo anche a valorizzare i beni comuni.

Credo che possiamo fare qualcosa di utile.

Se siete in difficoltà “come cooperativa”, la Crisi Economica del 2009 e poi questa Crisi Covid-19 ci hanno molto allenati sulle diverse casistiche di crisi aziendale, difficoltà di mercati, necessità organizzative, societarie, finanziarie e chi più ne ha più ne metta.

Se siete in difficoltà “come azienda” (non cooperativa), possiamo utilizzare appositi strumenti.

Conosci l'impresa rigenerata (conosciuta anche come “Workers buyout”)?

È l'operazione di acquisto di una società realizzata dai dipendenti dell'impresa stessa.

Sono sempre di più le esperienze di aziende recuperate dai dipendenti che, creando una cooperativa di lavoro, ne hanno evitato il fallimento.

Per entrambi i casi, la nostra forza è che abbiamo un “approccio sistemico” e quindi possiamo agire utilizzando più strumenti integrati senza che tu “impazzisca” rivolgendoti a diversi consulenti specializzati in settori specifici: al nostro interno abbiamo infatti tutte le competenze necessarie e focalizzate sulle società cooperative.

Chiedi un appuntamento per un apposito gratuito check-up.

Abbiamo un Centro Servizi specializzato per l’assistenza alle cooperative nel territorio: non “deleghiamo” queste attività a collaborazioni con altri professionisti in convenzione bensì abbiamo scelto di organizzarci internamente con le migliori professionalità in grado di conoscere tutti gli aspetti particolari delle imprese cooperative.

Per aderire a Confcooperative ti verrà chiesto di versare una quota annua di adesione con la quale si perfeziona il patto associativo che è libero (ossia in ogni momento potrai recedere senza vincoli).

Il contributo associativo è proporzionato alla grandezza della cooperativa, ossia è parametrato in base al valore della produzione che la cooperativa ha avuto nel bilancio di esercizio concluso.

Ti verrà chiesto di versare a Confcooperative il “contributo di revisione” per l’attività di vigilanza: ma questo importo è determinato da una legge dello Stato ed è lo stesso sia che si aderisca (e quindi si versi) a noi, sia che si versi direttamente al Ministero.

Infine i servizi tecnici di cui avrai bisogno saranno regolati da un apposito contratto di servizio in base a costi chiari e pensati costantemente per ottimizzare al massimo qualità e prezzo contenuto.

Possiamo senz’altro dettagliarti il tutto se ci contatti qui.

Dipende da cosa ti interessa. Ma in estrema sintesi potremmo riassumere così:

1. Informati ancora su di noi (per esempio usando questo sito, ecc.): sulla nostra reputazione, professionalità, su come lavoriamo.

2. Se ti interessiamo, contattataci: completando l’apposito modulo oppure telefonandoci, con una mail o via social (ci stiamo attrezzando anche per interpretare i segnali di fumo).

3. Quindi ci fissiamo un appuntamento in cui ti ascoltiamo e cerchiamo di capire il tuo bisogno.

4. In base a quanto emerge da te, ti proponiamo una possibile soluzione.

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